PLIN AI TRE ARROSTI
Una ricetta super tradizionale, immancabile sulla tavola della mia famiglia a Natale, con un ripieno saporito e scioglievole avvolto da una sfoglia sottile e deliziosa. Sono sicura ve ne innamorerete.
Recensioni
Ingredienti:
Porzioni per persona
| PER IL RIPIENO | |
| 350 g tenerone di manzo | |
| 350 g capocollo di maiale | |
| 400 g cosce di coniglio | |
| 1 Sedano | |
| 2 Carote | |
| 1 Porro di Cervere | |
| 2 aglio | |
| 3 tocchetti ossa di manzo con midollo | |
| Bouquet aromatico (1 anice stellato, 1 chiodo di garofano, salvia, rosmarino, alloro, qualche grano di pepe nero) | |
| 300 ml vino rosso | |
| 1/2 bicchiere Porto | |
| Brodo di carne | |
| 1 uovo + 1 tuorlo | |
| 5 cucchiai Parmigiano grattugiato | |
| 1 cucchiaio mascarpone | |
| 2 manciate bietole sbollentate | |
| PER LA PASTA | |
| 400 g farina 00 | |
| 3 uova + 4 tuorli | |
| PER TERMINARE | |
| Burro | |
| Fondo di cottura dell’arrosto | |
| Salvia |
Istruzioni
1.
Per il ripieno
Saliamo la carne e la facciamo rosolare con un giro d’olio abbondante in un tegame ampio, preferibilmente in ghisa. Non appena inizia ad essere dorata, la rimuoviamo dal fuoco e passiamo alle verdure.
Tagliamo grossolanamente sedano, carote e porro (tanto poi passeremo il ripieno) e 2 spicchi d’aglio e mettiamoli nel tegame a rosolare insieme alle ossa di manzo con il midollo.
Prepariamo un bouquet garni: all’interno della parte esterna del porro inseriamo salvia, rosmarino, alloro, grani di pepe nero, chiodi di garofano e anice stellato.
Chiudiamo a fagottino, leghiamo bene con lo spago e inseriamolo in pentola. Rimettiamo all’interno la carne.
Aggiungiamo anche del vino rosso (fino a coprire di due dita la pentola) e il Porto. Copriamo del tutto la carne con del brodo di carne caldo, chiudiamo con il coperchio e facciamo brasare in forno statico a 160° per due ore e mezza.
Una volta pronto, tiriamo fuori la carne e filtriamo il fondo (anche per due volte, se lo preferite) all’interno di un recipiente.
Iniziamo a setacciare la carne sfilacciandola per eliminare eventuali ossicini, tenendo da parte anche le verdure.
Facciamo riposare il fondo e la carne in frigo per una notte.
Il mattino dopo, raschiamo via lo strato di grasso superficiale che si sarà creato sul fondo per purificarlo.
Tagliamo finemente al coltello la carne e le verdure (sarà più semplice ora che sono fredde), unendole in una ciotola a un cucchiaio del fondo, le uova, il formaggio grattugiato, sale, pepe e il mascarpone. Uniamo ancora due manciate di bietole sbollentate e tritate finemente.
Mescoliamo bene con le mani fino a ottenere un ripieno denso e omogeneo.
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2.
Per la pasta
Prepariamo la pasta fresca: sul piano di lavoro creiamo una fontana con la farina, al centro mettiamo le uova con il tuorlo e iniziamo a sbattere con una forchetta incorporando tutta la farina. Una volta che il composto inizierà a prendere corpo, lavoriamolo aiutandoci con un tarocco e poi impastiamo con le mani fino a ottenere un panetto omogeneo, che copriremo con una ciotola e faremo riposare a temperatura ambiente per 20 minuti circa.
Dopo il riposo, cospargiamo il panetto con un po’ di farina, lo tagliamo a metà e, diminuendo progressivamente lo spessore, lo stendiamo con l’aiuto dell’apposita macchina (la mia va da 0 a 9, io l'ho stesa a 7). Creiamo delle sfoglie spesse 2 mm circa. Disponiamo all’interno il ripieno con il cucchiaino o una sac-à-poche, dopo avvolgiamo la passa su se stessa, sigilliamo bene i bordi e creiamo la classica forma del plin con l’aiuto di una rotella (vi consiglio di guardare il video per capire bene la tecnica di chiusura).
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3.
Per terminare
In una padella antiaderente mettiamo una noce di burro, qualche foglia di salvia e un paio di cucchiai del fondo. Facciamo emulsionare e ridurre leggermente. Nel frattempo caliamo i plin in acqua bollente salata, dopo qualche minuto saranno pronti (vi consiglio di assaggiarne uno, perché il tempo dipenderà dallo spessore della pasta). Scoliamoli con una schiumatola e inseriamoli in padella, facendoli insaporire per bene. Fuori fuoco aggiungiamo ancora una vocina di burro, e siamo pronti a servire.
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Note


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